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giovedì, 26 novembre 2009

Bus e bici non sono nemici



Ho letto su un quotidiano che i vigili si sono appostati in via fra' Bartolmeo multando i ciclisti che passavano in preferenziale. Per me è insopportabile, e ho scritto all'assessore puntualizzando il mio punto di vista. Forse è giunto il momento di legalizzare i ciclisti sulle preferenziali.

Sfatiamo un mito?
Non mi risulta che ci sia un articolo del codice che vieti il transito alle bici nelle corsie preferenziali. Potrei sbagliarmi, per cui qual’è l’articolo del codice in questione?
Mi pare piuttosto che la limitazione avvenga semplicemente con un’ordinanza comunale, altrimenti non si spiegherebbe perché in altre città italiane il transito sia consentito.

Le bici rallentano?
Ho letto che i bus hanno una velocità commerciale di 13-14 km/h. Le bici, contrariamente a quanto riportato a nome del presidente di ATAF, non vanno a 10 km/h se non sulla salita di Fiesole.
Io, che non sono un fulmine, viaggio come la stragrande maggioranza dei ciclisti tranquillamente a 18-20 km/h. E non devo fermarmi alle fermate. Sono i bus che rallentano me, non io che rallento loro.

Matematica, non discorsi
Con una buona calcolatrice e qualche nozione elementare di matematica posso dimostrare che, in fondo, l’ipotetico danno fatto dai ciclisti (ammesso che esista) al transito degli autobus è irrisorio.
Nella ZTL il limite di velocità è 30 km/h, e non so se vigili, autisti, assessori e presidenti lo sappiano. La bici viaggia a 20 km/h. Per fare un chilometro a 30 km/h (e senza fermate!) un bus ci mette 2 minuti. Se lo stesso bus fosse costretto per lo stesso chilometro (senza fermate!) a star dietro ad un ciclista che va a 20 km/h, farebbe la stessa strada in 3 minuti. Adesso dimostratemi che è quell’ipotetico minuto di differenza (senza fermate!) a mandare a rotoli il trasporto pubblico. E trovatemi anche una preferenziale lunga un chilometro, senza fermate.

Che paura
Le preferenziali sono pericolose, dicono (gli altri) per l’incolumità dei ciclisti. Io mi chiedo: se la preferenziale, che è percorsa solo da bus, taxi e pochi (!) altri, è pericolosa, come definire una strada “normale” dove tutti possono passare? Chiedete a me se ho più paura ad andare da Novoli al centro passando da via Maragliano o da viale Redi. Poi, prendete la bici e fate la prova voi stessi.

Primo: non prenderle
Non è un problema di piste ciclabili che ci sono o no. Dipende dove si vuole andare, e quanto è complicato arrivarci. La mobilità cittadina è pensata per chi pigia il pedale dell'acceleratore e si sposta a destra e a manca. Rispetto agli altri veicoli, il ciclista fa fatica e si muove cercando i percorsi migliori e più veloci. Se non c’è alternativa, piuttosto che percorrere legalmente una strada pericolosa, meglio una preferenziale più tranquilla. Niente di personale, è una questione di sopravvivenza.

Il dito e la luna

Dire che i ciclisti intralciano i bus in via fra’ Bartolomeo quando c’è una fermata prima e un semaforo poco dopo mi pare poco serio. Non so se chi appoggia questa iniziativa viaggi abitualmente in bus o in bici. Dal mio punto vista estremamente parziale e limitato noto che i bus sono in coda e perdono tempo quando ci sono furgoni in doppia fila e auto parcheggiate male, o quando le preferenziali si spezzettano e scompaiono quando invece servono.

Pensare europeo
In Europa le bici vanno nelle preferenziali. Non mi risulta che il trasporto pubblico di Basilea, Monaco o Londra sia penalizzato da questa scelta, e dire che in queste città i ciclisti fioccano dappertutto.

Troppo facile
Detto questo, per risolvere il problema basta firmare un’ordinanza che permetta il transito delle bici nelle preferenziali. Due righe, una firma e un timbro. Più facile ed economico che togliere il traffico dalla piazza del Duomo. Ma ci vogliono coraggio e pensieri nuovi nel Palazzo. Io ho fiducia che ci siano l’uno e gli altri, e li aspetto.
postato da: patrillo alle ore 08:17 | link | commenti
categorie: dove passo , autocrazia
mercoledì, 25 novembre 2009

Un mese dopo



Oggi è passato un mese dalla chiusura al traffico di piazza del Duomo. Che bilancio farne? Mi sono fatto qualche idea.

Puf! sparito!
La prima è una ragionevole certezza che sfiora la banalità: il traffico di piazza del Duomo non è scomparso, ma si è spostato e diluito altrove. Una scelta come questa non cambia le abitudini di chi usa l’auto, ma solo i percorsi. E la cosa curiosa è che non capisco dove siano andati: nella stessa via Cavour (che, ricordo, era area pedonale da un bel pezzo) il traffico è diminuito, tanto che a volte mi trovo a camminare per strada (ovviamente in prossimità del marciapiede e in senso contrario alle auto: qualche passa ancora!) per diverse decine di metri senza alcun pericolo. Sono così diminuiti auto, furgoni e bus, che sembrano aumentati pure i ciclisti!

A strasciconi
Passate per piazza del Duomo. E’ uno spettacolo, devo ammetterlo. La cosa che più impressiona è il silenzio e il chiacchiericcio delle persone.
Solo che adesso, in una sorta di situazione anarcoide in cui non devi più “stare attento” a non farti schiacciare, qualche ciclista va a zig-zag tra i pedoni, mentre i pedoni guardano qualche ciclista dicendo “certo che queste biciclette sono pericolose”, magari buttandosi nel mezzo mentre passa la bici. I peggiori sono i pedoni che camminano con il cellulare: un pericolo mortale per sé e per gli altri, perché non sanno proprio dove stanno andando!

La bici dove la metto?
Sulla sinistra del Duomo c’erano delle rastrelliere, tolte quando sono stati fatti dei lavori per ripavimentare la (ex) strada che girava intorno alla chiesa. Non sono stati rimesse, e i ciclisti le mettono alla ringhiera del Duomo. Niente di male, per me, però per venire incontro ai tutori del decoro non sarebbe meglio rimetterle?

Scatenati
All’inizio c’erano catene chiuse per impedire l’accesso. Poi, probabilmente anche per il chiasso suscitato dalla multa alla ciclista che ha fatto qualche metro sul marciapiede per scansarle, nell’orario di blocco sono rimaste aperte, sia pure con gli accessi vegliati dai vigili. Meglio, almeno finché non arrivano i pilomat. Piuttosto, la mattina c’è il carico e scarico delle merci. Qualche fetente se ne approfitta, e usa ancora il Battistero come rotonda, inutile nasconderselo.
Piuttosto, una sera (era mezzanotte e mezzo) ho assistito ad una scenetta carina: una vigilessa ha fatto tornare indietro un taxi che voleva passare da via dei Pecori e, sempre lì, ha fatto portar via una moto, spinta a mano, ad un tipo che l’aveva parcheggiata vicino ad un bar. Vuoi vedere che si fa sul serio?

Passaggio a nord-ovest
E per andare da piazza S. Marco alla Fortezza, come si fa? Adesso che via Arazzieri è corsia preferenziale, il passaggio dei ciclisti è tollerato (spesso) ma non permesso. Urge una deroga, anche perché non ci sono passaggi alternativi, almeno mi pare.

Concludo dicendo che mentre sono partiti i nuovi percorsi per i bussini elettrici, penso che a volte siano necessarie scelte da fare buttando il cuore oltre l’ostacolo. Togliere il traffico è stata una scommessa, e a guardare il risultato direi che è andata bene. Io, intendiamoci, non ci avrei scommesso un centesimo, ma sono contento di essere stato smentito.
Ho ancora nelle orecchie il commento di una signora fatto il pomeriggio della chiusura della piazza: arrivata all’incrocio tra via Martelli e via Cavour, vista la fine dell’area pedonale disse “Come? finisce qui la pacchia?”.
postato da: patrillo alle ore 07:39 | link | commenti (2)
categorie: varie ed eventuali
martedì, 24 novembre 2009

La banalità rivoluzionaria



Quante volte vi sarà capitato di trovarvi di fronte ad una iniziativa che migliora la qualità della vita pur restando semplice e dirsi: “Ma perché nessuno ci ha pensato prima”?
Io ho avuto la stessa reazione di fronte al “semaforo” che traduce in linguaggio corrente (rosso: passano solo gli autorizzati; verde: passano tutti) la possibilità di entrare in ZTL con auto e moto, evitando di leggere quella illeggibile (in movimento) selva di cartelli che in caratteri piccolissimi danno le istruzioni del caso.

Altra cosa importante, in una città come la nostra, è stata lo scrivere anche in inglese il significato di quel “semaforo”: in una città che vive per una buona parte di turismo, il minimo che si possa fare è mettere qualche cartello fondamentale in inglese, no?
postato da: patrillo alle ore 07:35 | link | commenti
categorie: varie ed eventuali
venerdì, 20 novembre 2009

Chi la prova, la riprova



Tra le interessanti tabelle del Rapporto ACI-Censis, ce n’è una che è davvero sorprendente e che conferma quella che era una semplice sensazione: l’aumento del costo della benzina fa diminuire l’uso dell’auto.
Lo studio mostra che una volta raggiunto un costo della benzina piuttosto elevato (1,50 euro/litro), 21 automobilisti su 100 ha dichiarato di usare meno l’auto. La cosa sorprendente è che una volta riabbassato il prezzo della benzina (1,15 euro/litro), ben 13 di quei 21 automobilisti che avevano ridotto l’uso dell’auto ha continuato ad usarla meno. Confermano questi dati la diminuzione dei consumi di carburante.

Il prezzo del carburante e l’aver sperimentato che è possibile ridurre l’uso dell’auto ha “convertito” una buona percentuale di automobilisti, più delle ZCS, dei blocchi del traffico e dei manifesti sui muri.
postato da: patrillo alle ore 07:14 | link | commenti
categorie: varie ed eventuali, che si fa
giovedì, 19 novembre 2009

Cavallino arrì arrò



Ci sono diverse varianti di questa filastrocca per bambini che mi è venuta in mente ieri pomeriggio in un momento di grande soddisfazione.
Scendo in via della Vigna Nuova, la strada è in leggera discesa e, nonostante sia area pedonale ci passano tutti.

Alla fine della strada un bel gippone nero non trova di meglio di fare, in sequenza: scendere dal marciapiede (su cui era parcheggiato), buttarsi in strada e poi, alla fine, mettere la freccia. Me lo sono trovato davanti e accanto anche in borgo Ognissanti. Andava a zig-zag perché il giovanotto ben vestito al suo interno doveva togliersi il cappotto, mentre mandava a venti-trenta all’ora oltre due tonnellate di ferraglia. Si è allontanato e, siccome le disgrazie non vengono mai sole, ecco un altro gippone con un cinquantenne che romba dietro di me per passare (avrà fretta), mi sposto di lato e mi sorpassa per fermarsi dieci metri più avanti, all’incrocio con via Finiguerra. Allo stop i due gipponi danno la precedenza ad un altro gippone travestito da berlina, gonfio come una nuotatrice della Germania Est dei vecchi tempi. Alla guida un vecchio rugoso, sembra vestito con un insopportabile foulard al collo, e smanaccia imprecando sul volante perché... qualche metro più avanti c’è un fiaccheraio che guida il suo calesse con tutta calma. Il cavallo carnale che si prende la rivincita sul cavallo vapore... uno spettacolo, uno spasso, ed era lì tutto per me, senza neanche bisogno del biglietto!
Con calma olimpica passo tutta la fila dei gipponi costretta ad andare al passo del cavallo, passo accanto al fiaccheraio con un pensiero riconoscente per lui e per il cavallo e proseguo il mio viaggio.

Ah, che bella soddisfazione ripensare al cavallino che ha ammansito i mostri di lamiera.
Basta poco, in fondo, per trovare qualcosa di buono in una giornata.
postato da: patrillo alle ore 07:23 | link | commenti
categorie: varie ed eventuali, dove passo
mercoledì, 18 novembre 2009

I Talenti della ciclabilità 2



Quei 3-400 metri di ciclabile ricavata lungo il percorso tramviario in viale Talenti (pista che, come vuole la tradizione, comincia e finisce nel nulla) è una sorprendente raccolta di cose fatte a metà.
Che dire della conclusione della pista nei pressi della rotonda con via Foggini? Le due moto non sono sulla ciclabile (ma sono sul marciapiede), e la ciclabile non arriva all’attraversamento (ciclabile). Il buon ciclista, a norma di legge, dovrebbe fermarsi alla riga trasversale, buttarsi la bici sul groppone e passeggiare con l’ameno bagaglio fino ai quadrotti liberatori.
Bravi: sulla cartina è segnata come fosse una vera ciclabile. Ma la cruda realtà è altra.
postato da: patrillo alle ore 07:33 | link | commenti
categorie: dove passo
martedì, 17 novembre 2009

L'Assessore al Buonumore 24



Non c’è crisi che tenga: l’Assessore al Buonumore si prodiga per strappare un sorriso anche nelle situazioni più disparate e disperate. Ecco, ha messo lo zampino anche nella nuova pedonalizzazione del Duomo: un pezzo di area pedonale è a senso unico... in segno di continuità con la tradizione cittadina e regalando un nuovo sorriso a chi è dovuto arrivare a piedi fin lì perché non poteva più mettere l’auto poco dietro con il finto permesso del nonno, combattente nella seconda guerra d’indipendenza...
postato da: patrillo alle ore 07:15 | link | commenti (1)
categorie: dove passo , che si fa
lunedì, 16 novembre 2009

Domenica è sempre domenica 2



Dopo aver “respirato verde” (o almeno così dicevano) nelle domenica ecologica, mi sono reso conto che davvero non c’è stato il blocco delle auto, ma è stata attuata una iniziativa tra le più difficili e rischiose. Non si tratta della scoperta del vaccino per l'AIDS né della fusione fredda, ma del divieto di transito dei motorini (anche a mano!) sulla passerella dell’Isolotto.

Se nella vita siete passati almeno una volta su questa passerella capirete al volo la portata di questa iniziativa: nonostante il lento aumento degli scuteristi gentili (quelli che spengono e spingono il loro mezzo), il fenomeno dei cialtroni che passano zigzagando tra i pedoni (non solo in motorino: a volte lo fanno anche alcuni ciclisti, a dimostrazione che un cialtrone è sempre un cialtrone, indipendentemente dal suo mezzo) è sempre ben presente. I vigili lo sono meno, e spero che si facciano vedere più spesso, anche se a volte ci pensano le forze a cavallo (polizia, carabinieri, forestale e i vigili stessi) a fungere da deterrente.

Continuo a pensare che una domenica ecologica senza blocco delle auto sia come il Natale senza panettone, ma, con la chiusura della passerella, almeno un pezzetto di torrone ci è toccato...
postato da: patrillo alle ore 07:25 | link | commenti (1)
categorie: varie ed eventuali, dove passo
venerdì, 13 novembre 2009

Domenica è sempre domenica



La domenica ecologica senza il blocco delle auto è come il Natale senza panettone: si sopravvive lo stesso, che diamine, ma c'è qualcosa che manca...
Lo so che un blocco una volta tanto non risolve i problemi dell'inquinamento, ma allora, mi chiedo, qual'è il motivo di fare una "giornata ecologica"?
Chiamiamola "domenica in compagnia", oppure "domenica a spasso", o "domenica a sorpresa": mettere l'aggettivo "ecologica" a qualsiasi cosa serve forse a mettersi la coscienza a posto? O forse, alla fine, rende ridicola qualsiasi manifestazione?
La domenica dovrebbe essere già di suo "ecologica": ritmi più lenti, più tempo per stare in casa o con gli amici, leggere un libro, fare due passi... senza per forza andare in qualche negozio.

Allora mi permetto di avanzare una modesta proposta: basta con le domeniche ecologiche. Dal giorno dopo, cominciamo con i lunedì ecologici. Magari qualcosa cambia davvero.
postato da: patrillo alle ore 07:38 | link | commenti
categorie: varie ed eventuali, che si fa
giovedì, 12 novembre 2009

L'Assessore al Buonumore 23



Credevano di averlo messo fuorigioco, e invece no, eccolo lì!
Pensate un po': ha colto al volo la seria ricorrenza del ventennale della caduta del Muro per inoculare negli animi forse un po' troppo seri un virus di ilarità formidabile.

Davanti al Teatro Comunale c'è un divieto di sosta con rimozione, 24 ore su 24. Forse qualcuno non lo prendeva sul serio, quindi furono messi, un paio d'anni fa, una bella muraglia di catene e fioriere anti auto... e quale posto migliore per ricordare la caduta del Muro?
Quindi, nello spazio di qualche metro ci ritroviamo il vecchio cartello di rimozione e la muraglia... e qui compare il colpo di genio: per seminare scompiglio e divertimento, il miglior Assessore in circolazione ti piazza un'altra serie di cartelli di rimozione...
Immagino già qualche laureato in matematica che si scervella per capire se i due cartelli di rimozione si annullano l'un l'altro... oppure se la punizione è una rimozione al quadrato, vale a dire che l'auto viene portata alla depositeria di Bologna...
Ancora grandi pensate sotto il cupolone: quale sarà la prossima?
postato da: patrillo alle ore 07:29 | link | commenti
categorie: varie ed eventuali